Benevento non è Milano.

Dall’ultimo Consiglio Comunale ci aspettavamo chiarimenti in merito a tutto l’iter di assegnazione del servizio, errato alla luce del nuovo codice per gli appalti, che ha contribuito a produrre un ritardo nell’avvio dello stesso. Ed invece abbiamo registrato un Sindaco prevalentemente assente in aula con un esercizio di delega oltremodo eccessivo: l’Assessora Ingaldi che avrebbe dovuto rispondere alle questioni poste si è ritrovata con una delega svuotata dei controlli che saranno in capo alla Dott.ssa Pedà, professionista assolutamente capace, in una situazione sempre più sulla strada della degenerazione.
L’Assessora ha difeso scapestratamente le scelte fatte: ad iniziare dalla gara illegittima che, continuo a sostenere, debba essere annullata e che ha favorito l’aggiudicazione da parte della ditta “Quadrelle”, a tutti noi nota, tra le altre cose, come azienda in contenzioso con i propri dipendenti, tutti di Benevento, e di cui è messa in dubbio dal sindacato F.L.A.I.C.A.-uniti C.A.B. la regolarità contributiva. La CGIL provinciale ha, inoltre, fatto istanza di pignoramento dei conti del comune, in qualità di stazione appaltante, per garantire il trasferimento diretto al pagamento dei crediti nei confronti dei lavorati della ditta “Quadrelle”. In una condizione estremamente logorata la fiducia dei cittadini non la si può recuperare senza accantonare definitivamente queste questioni pregiudiziali che attanagliano i beneventani e che potendo scegliere l’opzione del pasto da casa probabilmente la preferiranno alla refezione. Il comune così si caricherà della spesa di pasti che non verranno consumati. È evidente come con queste politiche si continuano ad arrecare danni all’Ente, anche di bilancio. Allora sì che si potrebbe prospettare il dissesto tanto corteggiato da Mastella evidentemente perché potrebbe così giustificare l’impossibilità ad amministrare con l’ingovernabilità finanziaria dell’Ente mascherando in tal modo la incapacità ad affrontare problemi sempre più stringenti oltre che il carico di promesse elettorali disattese.
Inoltre il sistema disposto di iscrizione al servizio servirà al Comune per stanare chi finora ha evaso il pagamento. Tutto giusto. Molte famiglie, però, non hanno avuto le possibilità economiche materiali per ottemperare al versamento delle quote. Il Comune dovrebbe fare un lavoro di accertamento serio e, attraverso i servizi sociali, lanciare una sanatoria per quelle famiglie maggiormente in difficoltà affinché possano, qualora lo vogliano, iscrivere i loro figli al servizio di refezione scolastica senza dover pagare le vecchie quote evase per problemi economici oggettivi.
Del resto l’Assessora Ingaldi è colei che in Consiglio Comunale è giunta finanche a giustificare l’idea di disporre il pagamento annuale ed anticipato della retta asserendo che "a Milano così fanno".
Milano, una città che secondo gli ultimi dati del Sole 24 Ore ha un reddito imponibile medio di quasi 30mila euro, a fronte dei poco più che 18mila della nostra città, e dove comunque la retta annuale può essere rateizzata oltre che parzialmente restituita in caso di non utilizzo quotidiano da parte dei bambini. Non si possono paragonare città con livelli di ricchezza differenti per la gestione dei servizi, la cui responsabilità è in capo agli amministratori locali mentre preoccuparsi dell’aumento dello sviluppo economico e dei redditi spetta a chi ricopre ruoli nazionali, e Mastella ne annovera di prestigiosi nella sua lunga carriera politica, da Deputato nazionale, ad Europarlamentare passando dal Senato fino ad arrivare all’incarico di Ministro in diversi Governi.
Sarebbe più serio, da parte del Sindaco, attivarsi per risolvere la vicenda, magari spiegando come intende farlo alla città innanzitutto e all’opposizione poi, anziché perdere tempo nella difesa dell’Assessora e nella discussione sull’affidamento del servizio all’Istituto Alberghiero.
Infine Mastella dovrebbe esortare insieme a me la Ingaldi a riferire alla Procura della Repubblica le “strane ingerenze” registrate negli ultimi due anni.
In questa vicenda che ricorda oramai un’opera del teatro dell’assurdo, siamo tutti in attesa. Ci auguriamo non invano come i personaggi di Aspettando Godot”.

Data: 
Domenica, Ottobre 2, 2016